Il Ricciulli presentò, per l’erezione della chiesa, due disegni: uno, “ottagolato, et archeggiato con cupola in mezzo sostenuta da quattro colonne” ovverosia con uno schema concepito a pianta centrale; e l’altro, “lungo e quadro, colla cupola alfine, dove deve stabilirsi l’altare maggiore”. E, benché il disegno a pianta centrale “sembrasse più magnifico”, la scelta cadde infine sull’altro; vuoi per il minor costo d’esecuzione dell’opera, che per essere quello più affine al gusto prevalente del pubblico: “avvegnaché l’ottangolo è pensiero di pochi, benché d’animo grande”.
Sicché, avendo dato seguito alla soluzione tradizionale, l’interno della chiesa è articolato in due navate laterali – dedicate a S. Giuseppe ed alla Madonna di Lourdes – ed una navata centrale; la quale, oltre l’arco di trionfo, dalla linea sobria ed elegante, apre il vano del presbiterio. Qui, una luminosa cupola si posa su un tamburo ottagonale, raccordato da pennacchi a quattro arcate con pilastri sagomati; che inquadrano l’altare e definiscono i vani di passaggio. Nell’aula, ampie campiture di levigato intonaco succedono a cornici, modanature e intagli di pietra grigia; componendo un’armonia di forme e di colori di riuscito gusto classico. |