Calabria On Line
Login password
Registrati Adesso | Recupera Password
Calabria cultura Calabria Ricerche Calabria speciali Calabria turismo
La Calabria|Arte e Cultura|Tradizione e Folclore|Università|Scuola|
 Utenti online: 20

News - Eventi - Sport
CATANZARO
News - Eventi - Sport
COSENZA
News - Eventi - Sport
CROTONE
News - Eventi - Sport
REGGIO CALABRIA
News - Eventi - Sport
VIBO VALENTIA
Condividi con
Seguici su Twitter Seguici su Facebook Iscriviti ai nostri Feed
COL
La Calabria - Tutto e Tutta
Catanzaro
Cosenza
Crotone
Reggio Calabria
Vibo Valentia
Arte e Cultura in Calabria
Tradizione e Folclore in Calabria
SENTIERI
I Sentieri di COL
Diventa Editore
Condizioni
F.A.Q.
I nostri Ospiti
SPECIALE COL
Rubriche
Borghi di Calabria
Mali di Calabria
Risorse di Calabria
Città dei ragazzi
Articoli
COLTour
Incoming Calabria
Virtual Tour
Da Visitare in Calabria
Viaggi in Calabria
Alberghi e Ristoranti Calabresi
Prodotti Tipici Turismo Enogastronomico
Escursioni in Calabria
Itinerari in Calabria
I Paesaggi di Calabria

Home Page | Sei in COL | Arte e Cultura


Il Gymnasium, di Pierluigi Curcio
Pagina 1 di 2 | >>
Kroton 524 a. c.

Selena splendeva alta nel cielo e le poche nubi non impedivano ai tenui riflessi di tuffarsi nel placido specchio d’acqua, la risacca era un dolce fruscio e copriva i passi furtivi degli uomini.
L’acropoli si stagliava su di un’alta collina a ridosso del mare dominando l’intero paesaggio, duro, selvaggio e di una bellezza da rubare la vista agli stessi dei.Vaste foreste si diramavano da questa su tutta la costa, a nord fino la stessa Taranto ed a sud oltre il tempio della dea fin la lontana Reggio: un cacciatore poco avvezzo alla zona avrebbe potuto vagare per giorni senza poter distinguere il giorno dalla notte.
Oh quanto era bella e potente la mia città. Alte mura ne lambivano i contorni girando a nord per il quartiere dei mercanti fin sulle alte colline estromettendo la città dei morti.

I guerrieri erano nudi e l’imbarcazione che li aveva condotti a terra, ora attendeva a pochi metri dalla riva che completassero la missione per cui erano stati pagati: distruggere il gymnasium, distruggere la fama con cui il mago, il saggio, l’incorruttibile Pitagora aveva offeso ed umiliato il nobile violento Cilone rifiutando la richiesta di affiliazione alla sua setta: i pitagorici.
Strisciarono nella sabbia, il loro obiettivo era stato edificato al di fuori delle mura cittadine nei pressi della spiaggia. Quivi gli adepti allenavano mente e corpo sotto l’occhio vigile del loro maestro.
Tauros, sgusciò dalla camerata silenzioso come la serpe che era e, giunto in prossimità del peristilio richiamò l’attenzione delle due guardie. Non vi fu scampo. I sei intrusi piombarono loro alle spalle trafiggendoli all’altezza del cuore. Non un gemito, non un lamento. Due uomini ne presero il posto. Non ci sarebbe stato più alcun cambio della guardia sino al mattino.

Leptis, si svegliò in preda all’ansia, la notte era calda e gli incubi non avevano smesso di tormentarlo, non ne aveva parlato con nessuno, non avrebbe potuto disturbare il maestro con sciocchezze del genere. Nel sogno era solo e camminava lungo gli alti colonnati della palestra, non vi erano affreschi né mosaici di alcun tipo, per non distrarre i discepoli dalle dure fatiche della mente e del corpo che Pitagora aveva imposto ad essi. Tutto risplendeva come ghiaccio ed accecava gli occhi: non poteva, non riusciva a guardare, poi, come dal nulla, una sensazione di calore alla base della gola.
Si era svegliato terrorizzato per la quarta notte di seguito e, madido di sudore era uscito silenziosamente dal dormitorio in cerca di un po’ di ristoro nella brezza della notte.
Percorse lo stesso colonnato del sogno con una certa inquietudine, voltando più volte il capo in cerca di un segnale di pericolo che giustificasse la sua ansia senza trovare risposte al timore che lo attanagliava. Le guardie vigilavano l’ingresso come sempre. Non aveva nulla da temere.
Entrato nel giardino si diresse con passo sicuro al piccolo pozzo sito nel suo centro ed ivi, gettato il secchio, prese a tirare adagio il recipiente. Tracannò una, due … tre lunghe sorsate dal mestolo e, gettata un’altra occhiata lungo i porticati, si preparò a rientrare nella camerata. Tratto un ampio respiro, riagganciò il secchio alla carrucola, l’aurora non avrebbe tardato a giungere. Sorpassata la quarta colonna da sinistra, una mano sbucò dalle ombre serrandogli con forza la bocca, mentre l’altra passava quasi con dolcezza con la lama stretta in pugno sulla gola di Leptis. Il ragazzo si accasciò in terra e gli occhi sbarrati e vitrei, oramai privi di vita, indicavano tutto il suo stupore.
Non avevano molto tempo, se qualcun altro si fosse svegliato avrebbe visto la lunga scia di sangue che conduceva al corpo del pitagorico nascosto tra le fronde in giardino. Erano in quattro e superato il lungo corridoio, nascondendosi di volta in volta dietro le colonne, oltrepassarono l’elaethesium (1)All’interno del giardino, nell’angolo sud ovest si aprivano le exedrae (2) e questa era la loro meta. Lavorarono a turno sagacemente e duramente, senza far rumore riuscirono a recidere diagonalmente una delle colonne portanti della struttura, ci avrebbe pensato Tauros a dare il colpo finale al momento giusto e per Pitagora e la sua scuola sarebbe stato l’inizio della fine.

Agathos, fu lui a trovare il corpo di Leptis e subito il capo scattò in alto ed … il grido gli morì in gola. Non c’erano guardie all’entrata. Il panico corse come fuoco nelle vene e liberatorio l’urlo disperato infranse l’aere del caldo mattino spaventando e spingendo alla fuga alcuni gabbiani in alto, sempre più in alto, lontano sul mare.
Gli uomini corsero fuori dalle celle nudi e solo i pochi che avevano finito le abluzioni mattutine indossavano chi una corta tunica bianca, chi il chitone. Un uomo tra tutti prese istantaneamente il comando: era alto, tremendamente alto ed i muscoli parevano guizzare fuori dalla pelle e schizzar via: un vero titano. Aveva i capelli ricci e folti ed una barba incolta gli serpeggiava sul viso … più volte aveva comandato gli eserciti in battaglia. Più volte ne aveva decretato la vittoria con forza e carisma innati.
Inviò coloro a lui più fedeli a setacciare ogni angolo della scuola in cerca di intrusi … ma senza troppa convinzione. Chiunque fosse entrato aveva già ottenuto quel che cercava. Un brivido gli corse lungo la schiena ed il pensiero si rivolse al maestro … corse affannosamente ingombrato com’era dal lungo chitone verso i suoi alloggi, spostando freneticamente tutti coloro che tentavano di fermarlo spaventati ed in cerca di notizie rassicuranti “ Chi aveva osato?” … “ Chi mai aveva potuto?” “… e dov’era il maestro adesso?” “Perché non era tra loro?” … Stava per salire i gradini che lo avrebbero condotto alle stanze del precettore quando questi, apparso sulla sommità del pianerottolo, lo bloccò con un cenno della mano.
“ Riunisci tutti nell’aula … ”
“ Maestro …”
“ Cosa cercavano?”
“ Non lo so .” Abbassò il capo
“ Non importa, lo scopriremo. Temo che la nostra curiosità non resterà a lungo insoddisfatta. Riunisci tutti nell’aula.”
Leggenda precedente: "Donna Candia di Catanzaro"
 
Pagina 1 di 2 | >>
Leggenda successiva: "Il Mito di Ligea"



Storia delle Province
Personaggi
Teatro
Musei
Musica Popolare
Musica
Cinema
Pittura
Poesie Calabresi
Fotografia
Letteratura
Tra Miti e Leggende
Patrimonio d'arte della Calabria

News
Calabria

08/09/2010
stefano gioiaLaino Borgo ha organizzato Trofeo in ricordo di Stefano Gioia
08/09/2010
arpe concertiConcerti di arpe a Lamezia Terme
08/09/2010
angela napoliAngela Napoli risponde alle provocazioni e chiarisce sulle colleghe deputate
08/09/2010
svincoloViabilità: chiuso svincolo Firmo-Sibari, traffico deviato verso sud
08/09/2010
carabinieriResidence e vacanze fantasma, sgominata truffa online
08/09/2010
alessia fabianiAbstract 2010: i migliori Dj internazionali, Alessia Fabiani e Linda Santaguida
 
© 1997-2010 CalabriaOnline By Internet & Idee S.r.l P.Iva: 02196690784