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Personaggi Calabresi - Politici


Michele Bianchi
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Nominato, in quanto segretario del partito, membro del quadrunvirato, partecipò il 24 ottobre alla riunione dell'hotel Vesuvio di Napoli, dove vennero concordate le ultime misure. Tornato a Roma si adoperò per sventare manovre parlamentari e incertezze da parte fascista. Mussolini incaricato di formare il nuovo governo suscitò la protesta del Bianchi contro i criteri che avevano contribuito alla formazione del nuovo gabinetto, giungendo sino a presentare le dimissioni da segretario del partito che non furono accettate. Egli lamentava la presenza di molti elementi della vecchia classe politica nel nuovo governo, che lo rendeva inadatto ad attuare la trasformazione fascista dello Stato. Il 4 novembre il Bianchi assumeva la carica di segretario generale al Ministero degli Interni, lasciando quindi la segreteria del partito, che venne divisa in due: una politica ( Bastianini e Sansanelli) e un'altra amministrativa (Marinelli e Dudan)ma praticamente la direzione della segreteria fu assunta da Sansanelli. Come membro del Gran Consiglio, Bianchi fece parte di una commissione incaricata di elaborare la nuova legge elettorale, il cui progetto fu presentato e approvato il 25 aprile dal Gran Consiglio. Sempre nell'ambito del Gran Consiglio il Bianchi fece anche parte di una commissione incaricata di dettare norme precise per una maggiore valorizzazione delle forze sindacali e tecniche del fascismo. La sua opera come segretario generale agli Interni risultò poco incisiva ed efficace, sia per una certa mancanza di volontà politica da parte di Mussolini nel sostituire con elementi fascisti gli alti gradi della burocrazia dello Stato (per esempio i prefetti), sia per la difficile situazione in cui venne a trovarsi per l'ostilità dello stretto entourage di Mussolini insediatosi intorno al Viminale. Il Bianchi fece parte quindi della cosiddetta pentarchia, incaricata di redigere il listone per le elezioni politiche dell'aprile 1924, nelle quali fu eletto deputato per la circoscrizione calabro - lucana. Il 14 maggio rassegnò le dimissioni dalla carica di segretario generale del ministero degli Interni per incompatibilità con quella di deputato. Contemporaneamente, in qualità di membro della commissione incaricata di elaborare la riforma del regolamento della Camera, presentò un progetto che prevedeva, tra l'altro, una procedura abbreviata per le discussioni parlamentari, allo scopo evidente di restringere le funzioni del parlamento. Il 3 giugno, in risposta al discorso della Corona, si fece portavoce della volontà normalizzatrice del governo. Fatto oggetto di una campagna scandalistica da parte degli stessi gruppi fascisti del Viminale, il Bianchi se ne lamento con Mussolini in una lettera del 10 giugno, accusando quest'ultimo di averla favorita Il 31 ottobre. 1925, nominato alla carica di sottosegretario di Stato ai Lavori pubblici, il Bianchi rivolse gran parte della propria attività al potenziamento economico della Calabria. Trasferito il 13 marzo 1928 al sottosegretariato deI ministero dell'interno, partecipò all'attuazione già in corso dell'ordinamento podestarile, alla riforma dello stato giuridico dei segretari comunali, al riordinamento dell'organismo della provincia, al rinvigorimento della politica sanitaria ed assistenziale. Il 12 sett. 1929 il Bianchi (che era stato rieletto deputato), venne elevato alla carica di ministro dei Lavori Pubblici. Ma, contemporaneamente, le sue condizioni di salute, già da tempo precarie per una grave malattia, peggiorarono irrimediabilmente. Morì a Roma il 3 Feb. 1930.
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