 |
Il sentiero parte da Morano Calabro centro di notevole interesse storico-archittetonico per la presenza di importanti edifici: la Chiesa di San Benardino, del sec. XIV, la Collegiata della Maddalena, esempio di architettura barocca. E' suggestiva la sua posizione arroccata sul pendio della montagna. Morano è facilmente raggiungibile dall'autostrada A3 imboccando le uscite di Campo Tenese o di Morano - Castrovillari. Il sentiero vero e proprio inizia dal km 192 della SS. 19, procede in salita lungo la gola fino alla località "I Cerri", nei cui pressi il percorso si innesta alla strada provinciale che da Saracena conduce verso Campotenese snodandosi tra pini e faggi. |
Subito dopo la montagna si apre nei Piani di Gambizzo, radura ricca di giunchiglie da cui partono altri sentieri per i Piani di Novacco e Saracena. Da questo pianoro, procedendo in direzione nord-ovest, il sentiero scende verso il valico di Campotenese, zona a vocazione agricola e agrituristica, ancora intesamente coltivata e la cui attività prevalente è la coltivazione di fruttiferi quali ciliegi, mele, fragole ecc. Il valico ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un fondamentale ed obbligato punto di passaggio tra la Calabria e le regioni poste a nord. Da Campotenese, infatti, passava l'antica Via Popilia, di cui è possibile trovarne traccia lungo la gola a ridosso dell'Autostrada A3 e lungo il tracciato della ferrovia a scartamento ridotto Lagonegro - Catrovillari chiusa da qualche decennio. L'origine del nome Morano si fa risalire alla "Lapide Militare" posta a Polia, all'inizio della Via Consolare romana che da Capua giungeva a Reggio C. Nel 1861, per distinguerlo da Morano sul Po, vi fu aggiunto l'appellativo di Calabro. Il paese ha dato i natali a Don Carlo De Cardona e anticamente fu governata dai Sanseverino. Nel tessuto urbano si distinguono i ruderi del castello normanno, rifatto nel sec. XVI. Nel punto più alto di Morano vi è la Chiesa di San Pietro dal cui sagrato si può ammirare un'ampio panorama sulla valle. Campotenese fu teatro, nel 1806, dello scontro tra il generale borbonico Damas e il francese Reynier. |