Nei pressi della Cattedrale vi è, inoltre, il Museo Diocesano, contenente dipinti, tra cui "L'Annunziata" attribuita ad Orfeo Barbalimpida (1500), sculture, parametri, pergamene, platee.

Manifestazioni popolari tipiche sono la "corrida del maiale" (13 febbraio), la processione dei "varetti" (Misteri della passione di Cristo, 29 marzo), la fiera-mercato dell'artigianato e la sagra dell'uva (settembre). Ritornati sulla SuperS. 534, si procede sempre dritti verso il mare, sino a che, nei pressi della foce del Crati, si giunge nella zona di rilevante interesse archeologico dell'antica Sibari, e delle colonie di Copia e di Thurio.
Sibari era stata fondata verso il 720 a.C., ed aveva raggiunto grandi dimensioni (si stendeva per alcuni chilometri), notevole rilievo politico-economico, e quell'opulenza tramandata poi in negativo dai suoi nemici, che la distrussero verso il 510 a.C.
Gli scavi hanno messo in luce molti edifici abitativi, resti di templi, strade, teatri, monete, ed altre vestigia. Nella direzione dei "Laghi di Sibari" si trova il Museo Archeologico della Sibaritide, che comprende anche materiali rinvenuti nella vicina Francavilla Marittima, ed oggetti, per lo più ragguardevoli, provenienti dagli scavi stessi (moltissimi altri sono ancora da inventariare e restaurare). Continuando a nord sulla S. S. 106, si arriva, deviando per la S. 481, ad Amendolara (m. 237, ab. 3.053), l'arcaica Ad Vicesimun, stazione sulla via consolare jonica, ma di origine ben più remota, come comprovano i rapporti con la colonia greca di Sibari e le numerose scoperte archeologiche (necropoli e città pre-elleniche, elleniche, romane, e vestigia bizantine). Nel centro, che ha dato i natali al letterato Pomponio Leto (sec. XV), Chiesa della Matrice (sec. XV) con portale degno di interesse, fonte battesimale, croce processionale coeva di produzione calabra; resti del castello normanno, e di numerose chiesette bizantine (S. Maria della Lista, oggi detta "Cappella dell'Annunziata", S. Giuseppe, ed altre, con affreschi del '500). Da segnalare, anche, il Museo archeologico dovuto alla passione di un privato, il dr. Laviola, che è stato pure il principale artefice delle numerose scoperte di reperti storici e che raccoglie oggetti delle età del bronzo e del ferro, greco-arcaici, romani, bizantini, coprendo un arco di tempo di oltre sette secoli.

Ancora più a nord, la S. S. 106 passa per la marina di
Roseto Capo Spulico (m. 210, ab. 1.743), dove, su una roccia sul mare, svetta l'agile sagoma del castello svevo, che segnava nel secolo XIII il limite della "Porta Roseti", e che finalmente è in corso di restauro ad opera di una società privata che lo ha acquistato, sottraendolo...all'incuria pubblica. Interessanti, anche, gli avanzi della cinta fortificata dell'abitato più a monte, mentre pochi chilometri più a sud è la cosidetta Torre spaccata di capo Spulico ed altre ancora si trovano lungo il litorale. Si arriva, infine, a soli quattro chilometri dall'estremo confine della provincia (e della Regione), a
Rocca Imperiale (m. 198, ab. 3.433). In cima all'abitato, che ne porta il nome, il vasto castello (recentemente acquistato dal Comune) di impianto svevo ma molto rimaneggiato in epoca aragonese e poi nel Viceregno spagnolo, e che conserva numerosi, notevoli, ambienti. Nel duomo, campanile forse del XIII secolo, con bifore di tipo normanno e, all'interno, il corposo fastigio ligneo di polittico del sec. XVII. Le attuali tele sono dovute al Sampietro (sec. XX).