I centri qui di seguito elencati, in ordine alfabetico, pur offrendo elementi storico-artistici di un certo rilievo, non sono inclusi - per varie ragioni logistiche - nei sette ITINERARI suggeriti in precedenza. Per facilitarne il raggiungimento, viene indicato per ognuno l'itinerario di zona, nonché la località, compresa nell'itinerario, più vicina, con la relativa distanza. In qualche caso, non appare l'indicazione dell'Itinerario, in quanto il centro è posto su un'altra delle tantissime strade, tutte di interesse almeno paesaggistico, che attraversano la provincia, e che possono invogliare ad una breve gita, partendo dalla località più vicina, sempre riportata, e che generalmente è la città capoluogo.
Acquaformosa
(IT-3; Altomonte, km. 16) - m. 756, ab. 1.464.
Il nucleo originale del XII secolo divenne dimora prevalente degli Albanesi (sec. XV), che mantengono gli usi e costumi originari. Chiesa di S. Giovanni Battista, eretta nei primi del '500, con lavori di artigianato locale, dipinti su tavola forse provenienti dall'antica abbazia di S. Maria, ed altre tele, fra cui una "Assunta", opera del senese Marco Pino (sec. XVI), argenterie napoletane settecentesche di buona fattura, ed una interessante "Madonna" in legno del XV secolo.
Acri (IT-1; Bisignano, km. 13) - m. 700, ab. 21.189.
La cittadina alle falde della Sila "Greca" ha dato i natali al letterato e patriota Vincenzo Padula (1819-1893), a Battista Falcone, organizzatore della spedizione di Sapri (1857), ed al Beato Angelo (1669-1739). Palazzo dei Principi di Bisignano, Sanseverino, opera in gran parte del roglianese Stefano Mangerio (1700: attribuzione Mario Borretti) con all'interno sala a volta affrescata dal napoletano Donato Vitale (1715: attribuzione Mario Borretti), e diverse Chiese: S. Maria Maggiore dei Domenicani con portale aragonese (sec. XV), S. Francesco di Paola (sec. XVII) con altari barocchi intagliati, Beato Angelo (sec. XIX) dal bel prospetto con statue.
Ajeta (IT-4; Praia, km. 15) - m. 520, ab. 1.220.
Centro storico piccolo ma notevole: vi si entra da antica porta e si trova subito la Chiesa della Visitazione (sec. XVI), in cui figurano un'icona di stile cretese-veneziano (sec. XVI), due "Madonne" su tavola attribuite al Santafede (sec. XVII), una bella croce astile opera di argentieri napoletani del '600, organo coevo, suppellettile lignea di artigianato locale e pregevoli altare (1649) e pala (1511) marmorei. Dietro in alto, il palazzo patrizio dei Martirano (e Spinelli), signori del luogo, uno dei più ragguardevoli edifici rinascimentali della provincia. Vicino, la Chiesa di S. Giuseppe (1724) con decorativo portale, ora chiusa. Le donne di Ajeta conservano ancora una secolare tradizione di artistici ricami.