San Sosti (IT-3; Altomonte, km. 22) - m. 360, ab. 2.450.
Nell'alta valle dell'Esaro, e quindi lungo una direttrice di transito ovest-est sino almeno dal tempo dei Romani, sorge l'abitato, formatosi attorno ad un Monastero basiliano. Sono visibili i ruderi del castello (ca. 1300), mentre più in alto, a circa 5 chilometri, vi è il Santuario della Madonna del Pettoruto (sec.XIII), la cui festività, ai primi di settembre, coinvolge fedeli di più paesi, in un rituale di intensa espressività che comprende un pellegrinaggio simbolico, oltre che materiale. Vicino al Santuario sono stati effettuati ritrovamenti archeologici di rilievo, alcuni dei quali confermano l'esistenza "ab antiquo" di un luogo sacro.
Saracena (IT-3; Castrovillari, km 14) - m. 450, ab. 4.499.
Situato sulla valle del Garga, nelle vicinanze di paesi "albanesi" come Firmo, Lungro, San Basile, il paese ha una sua storia millenaria (si dice sorga sul sito della romana Sestium). Da visitare, diverse chiese, tra cui quella di S. Maria delle Armi, con affreschi e sculture dei secc. XV-XVI, quella di S. Maria del Gamio (Amore Sacro), con tele del '600-'700 (anche di Paolo De Maio), altari lignei e marmorei e sculture di scuola napoletana, arredi sacri.
Scigliano (IT-5; Svincolo A£ "Altilia", Km. 10) - m. 642, ab. 2.100.
Il paese, raggiungibile da Cosenza anche per mezzo della più pittoresca, anche se meno rettilinea, S. S. 19 (e deviazione), è di remota fondazione, ed annovera diversi uomini illustri nella sua storia.
Come abbiamo riferito nell'IT-5, nel suo territorio ancora è visibile un ponte d'età romana, che scavalca il Savuto in località "S. Angelo".
Nella tradizione Diano, Chiesa dell'Assunta, opera di artigiani locali del 1636, con altare con ciborio del 1618, proveniente dall'Abbazia di Corazzo, mentre la tela rappresentante la titolare, eseguita dal fiammingo Borremans (1706), è stata purtroppo trafugata, seguendo la sorte comune in Italia a tante opere d'arte.
Nella parte alta, Santuario di Monserrato (sec. XVIII), dalla ragguardevole facciata, ed interno non completato; vi si conservano un gigantesco ostensorio dovuto all'argentiere N .Jodice (1797), e paramenti sacri di botteghe monastiche del sec. XVIII.
Spezzano Albanese (IT-7; Svincolo A3 "Sibari", km. 12) - m. 320, ab. 7.098.
Anche se popolato nel 1500 dagli Albanesi, il paese è antichissimo; scavi eseguiti per lo più da studiosi americani hanno portato alla luce numerosi reperti, nella località "Torre Mordillo", di età neolitica, greca, romana (visibili nel Museo Civico di Cosenza), attestando l'importante funzione strategico-politica del luogo, perpetuata nel periodo di dominazione normanna dal centro fortificato di Scribla (1044).
Oggi rinomato per lo stabilimento termale, sito nella valle dell'Esaro, a pochi chilometri, con acque salse, bromurate e jodate, usate ampiamente, dall'Ottocento, a scopo curativo delle affezioni del fegato, dell'intestino, dello stomaco, ginecologiche e per le artriti.
Verbicaro (IT-3 o IT-4; Scalea, km. 17) - m. 420, ab. 4.711.
L'antico paese, esistente quanto meno dal secolo XI, è al centro di un territorio noto per la caratteristica, seppur limitata, produzione di uva "doràca" e di vibo liquoroso passito. Nella Chiesa Parrocchiale, croce processionale di bottega d'argentieri napoletani del sec. XVII, calice con rilievi a cesello, e bei parati di manifattura monastica del secolo XVII.
Villapiana (IT-7; Sibari, km. 14) - m. 210, ab. 4.288.
Anticamente denominato Casale Novo, e dotato di un accorsato "lido", il paese, in alto, conserva resti del castello trecentesco, ed il contiguo palazzo dei Principi (sec. XIV), con sopportici, camini, e facciate con mensole (manomesse; scomparsi il portale e le finestre aragonesi).
Vicina, anche, la Chiesa di S. Maria del Piano (sec. XIV-XV), ove sono il polittico "Trinità e Santi" (al momento presso il Museo Diocesano di Cassano) forse di Pietro Negroni o di pittore a lui vicino (sec. XVI), ed una croce processionale di bottega d'argentieri napoletani del sec. XVII. Sulla marina sono ancora visibili, in discrete condizioni, due delle numerose torri di vedetta costruite nel XVI secolo a difesa dai corsari.