S'incontrano così notevoli edifici, tra cui segnaliamo, nell'ordine: il Convento francescano (sec. XVI), con chiostro, portale interno in pietra, resti di affreschi, e chiesa barocca dal soffitto ligneo, con numerose tele, tavole, e sculture, opera di Santanna, De Mura, ed artisti locali; il grande castello, probabilmente d'origine normanna ma le cui forme più visibili sono dovute agli Alarcon y Mendoza, feudatari dal 1500 al 1800, ed oggi sede municipale (cui recentemente è stata addossata un'orripilante struttura in vetro e ferraglia); la
Chiesa del Rosario (con data lapidea 1677), la cui facciata venne realizzata dall'altro rendese Raffaele De Bartolo (1779), e che all'interno ospita dipinti del Santanna, Vercillo ed altri, uno storico organo del 1700, ed intagli lignei di maestranze roglianesi, ma non più la tela "Madonna del Rosario" del napoletano Francesco De Mura (1750), trafugata; la Chiesa di S. Maria Maggiore, costruzione su schema medievale (sec. XVIII), dotata di numerose opere d'arte, per lo più dovute al rendese Cristoforo Santanna (sec. XVIII), e di un grande organo, di costruzione moderna; vicino, nel settecentesco palazzo Zagarese, il notevole Museo Civico, realizzato anche grazie all'impegno del prof. Cavalcanti, e comprendente una sezione folklorica ed una pittorica: vi figurano documenti sull'ambiente, i costumi, la vita quotidiana del passato, le attività lavorative, quelle ludiche, etc., per la prima sezione; importanti opere di
Mattia Preti, Solimena, il fiammingo d'Errico (Hendricksz), De Chirico, Levi, Guttuso, e, tra gli altri, i rendesi Santanna, ed Achille Capizzano, per la seconda;

la spagnolesca Chiesa del Ritiro, dalla facciata in pietra, con portale scolpito a rilievi (sec. XVIII), e ricca di begli altari, statue, - dipinti tra cui la "Trinità" di Giuseppe Pascaletti, da Fiumefreddo (1748) - e varia suppellettile artigiana dei secc. XI-VII.
Rende è la terra natale, oltre che degli artisti citati, anche del direttore d'orchestra Emilio Capizzano (1883-1943), affermatosi all'estero.
Purtroppo è ormai quasi scomparso l'artigianato del lavoro dell'argilla, con cui si producevano non solo classici oggetti casalinghi (come le "pignate") ma anche artistici pastori da presepe, e si è quasi perduta la memoria di altre originali manifatture, quali quelle degli artigiani armaioli e tessitori.