Cosenza - Altomonte - Castrovillari
(A3+S. prov.+A3: km. 92, ore 4:30)
Castrovillari - Morano (S. S. 19: km. 7, ore 1:30)
Morano - Mormanno (A3: Km. 28, ore 1:30)
Mormannno - Scalea
(S. 504: Km. 49, ore 1:30)
Uscendo da Cosenza, ancora per la valle del Crati, ed usufruendo quindi dell'A3, in direzione nord, oltrepassati gli svincoli di Tarsia (dove è stato realizzato un bacino artificiale) e quello di Spezzano Albanese,

cui sono vicine le Terme, si è all'uscita, da poco realizzata, per
Altomonte, che costituisce una tappa obbligata, per altro raggiungibile velocemente (45 minuti). L'antico Braellum (m. 495, ab. 4.663), che porta il nome attuale dal 1343, vanta, infatti, non solo notevoli monumenti, ma anche un Museo ben organizzato e numerose iniziative culturali, tra cui spicca il "Festival" di spettacoli d'arte varia (luglio-agosto). Affascinanti, anche, le numerose manifestazioni a carattere religioso, come la "S. Messa delle stelle e dei Magli" (gennaio), la processione della Festa della presentazione di Gesù (2 febbraio), e quelle in occasione della Settimana Santa (27-28 aprile).
Altomonte fu feudo, tra gli altri, dei Sangineto e dei Sanseverino. L'interessante centro storico, in via di continui recuperi ed abbellimenti, si trova nella parte più alta dell'abitato, ed è sovrastato a nord dalla severa, ma suggestiva, mole quadrilatera dell'angioina "Torre dei Pallotta", con elegante bifora ad arco trilobato (sec. XIV), e ad est dagli avanzi del castello, di epoca medievale (ambedue i monumenti, di proprietà privata); poco più in basso, e sopra il moderno anfiteatro all'aperto, si erge la maestosa mole della Chiesa di S. Maria della Consolazione.
Ricostruita nel periodo gotico-angioino, a spese del conte Filippo di Sangineto (ca. 1340), e successivamente riammodernata dai PP. Domenicani, ha la facciata in tufo con grande rosone centrale traforato ricostruito sull'antico modello, ma stranamente trascurando le parti originali portale archiacuto con arco di scarico all'uso senese, campanile quadro, con grande bifora. L'interno è stato restaurato nelle forme originarie.

Nel presbiterio, grande mausoleo(che si trovava prima alla parte destra, entrando) del fondatore, conte Filippo di Sangineto, con arca scolpita e sostenuta da tre statue a figura intera, che reggono il baldacchino ove due angeli sollevano il tendaggio mostrando la figura giacente del conte. L'opera è identica a quelle angioine esistenti nelle chiese napoletane, e si deve probabilmente attribuire alla scuola di Tino da Camaino, o, secondo una più recente e affascinante ipotesi, all'ancora ignoto "Maestro" di Mileto. Altro avanzo di un mausoleo trecentesco rappresentato dalla statua giacente di un guerriero, e lastra tombale con la figura della famosa contessa di Altomonte, Cobella Ruffo (1447). Bello anche l'altare, del '700 napoletano, intitolato a S. Michele Archangelo. Nel vicino Convento dei Domenicani (1342) è sito il Museo di S. Maria della Consolazione, nel quale sono conservate opere d'arte di rilievo, tra cui: tavola dipinta "Madonna delle pere", di gusto catalano (sec. XV), polittico in legno con numerosi scomparti recanti storie della Passione di Cristo - attribuito al "Maestro" di Onofrio ed Antonio Penna (nobili napoletani sulla cui tomba è altarolo simile) - e tre tavolette, resti di un grande polittico, due con "Santi" e la terza con l'effige di Ladislao d'Ungheria, opere riconosciute di Simone Martini, l'ultima,

e di Bernardo Daddi le prime; due riquadri in alabastro, resti di un paliotto d'altare in dieci elementi, scolpiti ad altorilievo, in minuti pannelli sagomati ad archetti in stile gotico fiammeggiante: ogni riquadro ha un episodio della vita di Gesù e della Madonna, identici ai noti avori francesi (sec.XIV); inoltre, una statuetta in marmo della "Madonna con Bambino", detta "Madonna di Trapani", di bottega siciliana del XVII secolo, tavola con "Madonna" dovuta forse ad un primissimo Pietro Negroni (ca. 1530), nonché altre tele di scuola napoletana, sculture, suppellettili intagliate da artieri locali, paramenti, corali, etc.