Sangineto (m. 333, ab. 1.513), nella cui marina, importante centro turistico, è il castello, dalle caratteristiche aragonesi ma di origine più remota, e comunque poco opportunamente adibito a ...discoteca. Continuando verso sud, si arriva a Guardia Piemontese (m. 514, ab. 1.467), così denominata in quanto venne fondata nel sec. XIII dagli esuli delle valli piemontesi del Chisone, di religione valdese. Essi, tenaci agricoltori, mantennero lingua,

costumi e riti d'origine fino a che, intorno alla metà del sec. XVI, l'Inquisizione non scatenò contro di loro una "crociata", sterminando la maggior parte degli "ultramontani" di Guardia , (ove al "Porta del Sangue" ricorda il triste episodio), Montalto Uffugo, San Sosti, Vaccarizzo. Nell'abitato, la cui popolazione, benchè ormai ridotta, conserva tuttora gelosamente il dialetto ed i costumi propri della loro storia, resti della cinta muraria e del castello. Vicino alla "Porta", il Centro di cultura valdese, e nel centro storico un piccolo "Museo della civiltà contadina".
Nella valle prospiciente la marina, sovrastata da un pittoresco picco chiamato "Dito del diavolo" si trova la migliore stazione termale della Calabria, che utilizza cinque sorgenti, con acque sulfuree tra le più apprezzate in Europa, e già note ed utilizzate sin dal XV secolo, per la cura delle malattie della pelle, orecchio, naso, gola, delle broncopatie, dell'osteoartrosi ed in ginecologia. Alle "Terme Luigiane" e nella marina, numerose manifestazioni ricreative e culturali contrassegnano l'estate.
Da Guardia una superstrada di recente costruzione, e di buone caratteristiche panoramiche, sale sino a circa 1000 m. e supera la catena costiera, ricongiungendosi poi con la S. 533 e scendendo verso la valle del Crati. E' qui, che s'incontra S. Marco Argentano(m. 430, ab. 7.813), l'antica Argentanum pre-romana ricordata da Tito Livio ed intitolata poi all'evangelista Marco, suo patrono, caposaldo della dominazione normanna, eretta in diocesi nel secolo XI (unita nel 1818 a quella di Bisignano ed oggi sede arcivescovile cui fa capo Scalea). Sull'abitato si erge la
torre detta "di Dragone Normanno" che, però, seppure risalente al sec. XI, si presenta nella forma più tarda, dovuta ai Sanseverino di Bisignano (sec. XV) il cui stemma (ormai consunto e non più leggibile) si ritiene sormonti il portale d'ingresso.