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Nel centro della città di Cosenza, alla confluenza dei due fiumi Crati e Busento, c’è il suggestivo monastero di San Domenico.
Il chiostro, considerato “limite militare invalicabile” e adibito a caserma “Fratelli Bandiera”, per diverso tempo è stato un territorio sconosciuto agli stessi cittadini. Un patrimonio storico adiacente alla chiesa di San Domenico, e che è stato recentemente restituito alla città, acquistato dal Comune per un investimento complessivo di cinque milioni e trecentomila euro, dietro la volontà espressa dal sindaco, Salvatore Perugini e dall’assessore Franco Ambrogio.
L’intero complesso è costituito dalla chiesa di San Domenico, la cui splendida cupola barocca rivestita di rame sovrasta il centro storico cosentino ed è visibile da diversi punti della città, dalla cappella di San Matteo e da quella del Rosario e dal Convento dei Padri Domenicani. La bibliografia testimonia che l’edificio è stato fondato nel 1448 da Antonio Sanseverino, principe di Bisignano con l’avallo di Papa Niccolò V. Così cinque mesi più tardi sono iniziati i lavori di costruzione, portati a termine con la prima celebrazione del Vespro, nel gennaio del 1469. C’è da dire che il monastero si trova in quella che è denominata piazza Tommaso Campanella e lo stesso filosofo calabrese, nato a Stilo nel 1568, autore de “La città del Sole”, è stato ospite nell’antico Convento domenicano. All’interno dell’edificio accessibile gratuitamente a turisti, curiosi e chiunque desideri fare un viaggio fra la memoria storica di una città, sono tuttora visibili le tracce dei danneggiamenti avvenuti nel corso del Secondo conflitto mondiale.
L’antico chiostro con al suo centro un pozzo, patrimonio storico e culturale di Cosenza, dopo un anno di lavori è tornato al suo antico splendore. L’intera zona circostante l’ex convento domenicano, fino a quindici anni fa, purtroppo era abbandonata all’incuria e versava in uno stato di degrado. Adesso, invece, passeggiare davanti la piazza del Convento e entrare all’interno del chiostro è una gioia per tutti gli avventori.
Il cinque agosto scorso, infatti, l’edificio, curato dall’architetto cosentino, Eugenio Anselmo, con il contributo dell’Accademia San Martino, è stato inaugurato durante una conferenza stampa e adibito a luogo, come dire, di rappresentanza. Un luogo della memoria domenicana carico di simbolismi che nel solo mese di agosto ha registrato la presenza di oltre mille visitatori. Turisti casuali, cittadini incuriositi, in tanti, insomma, sono stati rapiti dalla magia di un luogo antico restituito al presente di ognuno. Il chiostro è tuttora aperto e visitabile gratuitamente, dalle 9,30 alle 12,30 e nel pomeriggio dalle 17,30 fino alle 19,30.
L’amministrazione comunale cosentina, inoltre adibisce l’ex convento a luogo di cultura fruibile alla cittadinanza. Nei giorni scorsi ad esempio è stata realizzata la rassegna “Intrecci”, una commistione fra musica e letteratura con una forte componente legata all’identità e alle origini calabresi. Mentre, e tuttora in allestimento la mostra, “Vuoti a memoria”.
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