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Speciale Col - Gli Articoli dei COLlaboratori
Al congresso SIOT a Roma anche alcuni studiosi Calabresi
Al congresso SIOT a Roma anche alcuni studiosi calabresi
Sono passati ormai 26 anni da quando, per la prima volta, nel 1980, sulla rivista nazionale “La Ginnastica Medica” compariva l’articolo “Chinesiterapia della Scoliosi: Il Metodo Le Clessidre”, in cui il Prof. Michele Torrusio, Dottore in Scienze Motorie e Chinesiologo , illustrava un metodo da lui messo a punto per la prevenzione e la cura della scoliosi giovanile. Era, quello, il primo passo di una carriera cominciata negli anni “60 presso la gloriosa Palestra Kines di Catanzaro e proseguita con impegno e passione, in questi ultimi anni, presso il “Centro Sperimentale di Chinesiterapia della Scoliosi” del Grecas Fitness Center, sempre a Catanzaro.
Il Prof. Torrusio, che conseguiva il Diploma in Educazione Fisica nel 1959 presso l’ISEF di Roma, si laureava, poi, Dottore in Scienze Motorie presso la Facoltà di Medicina di Catanzaro.
Nel 1967 entrava nella Società Italiana di Ginnastica Medica, nel 1974 nell’Unione Nazionale Chinesiologi e nel 1978 nel Gruppo Studio Scoliosi del Prof. Antonio Negrini, il fondatore, suo compagno di corso a Roma. Nel 1996 si iscriveva alla S.I.R.E.R. (Société Internazionale de Recherches e d’Etude sur le Rachis) con sede a Lione, di cui diventava Membro Attivo grazie ai suoi studi e alle pubblicazioni.. Queste associazioni studiano i problemi della scoliosi e i modi di curarla con la chinesiologia, impropriamente detta “ginnastica”. E appunto a questa materia il Prof. Torrusio ha dedicato il suo tempo e le sue forze, sperimentando vie nuove con il fermo proposito di trovare mezzi e modi efficaci per ottenere i risultati. Egli, che inizialmente usava metodi e tecnologie apprese all’ISEF prima e, successivamente, dai corsi di aggiornamento, dai libri e dalle riviste specializzate, nazionali e internazionali, non riteneva tutto ciò adeguato per ottenere miglioramenti radicali. Da tanti anni, infatti, sia gli attrezzi che gli esercizi comunemente adottati sono sempre gli stessi: spalliere, bacchette, qualche rullo, ed esercizi per tonificare il tono muscolare e rinforzare la colonna vertebrale. E’ di moda, adesso, la “ginnastica posturale”, consistente nell’assumere posizioni corrette al fine di mantenere la schiena più dritta. Ma questa non è che una pura illusione: la scoliosi è una deformazione laterale della colonna vertebrale a una o più curve che, col tempo, s’irrigidiscono e si oppongono alla correzione della postura. Di essa, ancora, nonostante gli sforzi di specialisti di varie discipline, dagli ortopedici ai neurologi, dagli endocrinologi agli anatomopatologi, non si conosce la causa. Per questo motivo non si può attuare una forma di prevenzione. Nè si è trovata una cura efficace che possa realmente correggere in modo permanente la deformità. L’incurvamento laterale spesso associato a rotazione delle vertebre, si presenta, come detto, senza preavvisi e, in alcuni momenti particolari, detti picchi di crescita, tende a peggiorare, talvolta in modo improvviso e rapido e non ci sono rimedi che tengano Andando avanti con la gravità è importante fare ricorso ai corsetti ortopedici.
Dipende dai gradi di curvatura. Di solito si applica il corsetto a partire intorno ai 15 gradi. Ma dipende anche dal tipo fisico, dall’età, dalla velocità dell’evoluzione, ecc. Tutte valutazioni che vanno effettuate dai medici che hanno in cura i ragazzi, i quali consigliano se ricorrere ad un’attività fisica, ma non sempre questa è risultata concretamente efficace, La scoliosi va avanti lo stesso, malgrado le buone intenzioni di tutti.
Il Prof. Torrusio ha sempre ritenuto che per vincere la scoliosi bisogna combatterla con sistemi drastici e, più specificatamente, è stato sempre convinto che, per prima cosa, è indispensabile mobilizzare le curve. Su questo concetto si scontrano scuole e pareri di diversa cultura. Chi ritiene questa pratica dannosa perché, a suo parere, indebolisce la colonna, chi, invece, è favorevole, soprattutto per ottimizzare l’uso del corsetto. Si parla di mobilizzare, in forma generica, ma non si dice come, né si conoscono tecniche veramente efficaci. Il rischio c’è ed è quello di sgretolare l’intera struttura, non avendo strumenti adeguati.
Il Prof. Torrusio, da anni progetta e costruisce macchine per praticare una mobilizzazione mirata sulle singole curve e solo nella direzione del miglioramento, Questo consente di avere una correzione migliore con il busto ortopedico e di effettuare esercizi attivi di traslazione laterale delle vertebre deviate, in modo da pervenire, gradualmente, ad una correzione, nei limiti del finora possibile, delle curve.
Queste macchine sono state brevettate e presentate a numerosi congressi (Milano, Verona, Genova, Lione, Bruxelles, ecc.), su riviste specializzate e su siti Internet, per cui il Prof. Torrusio è molto conosciuto anche in campo internazionale.
Una nuova macchina e nuovi esercizi, molto sofisticati di traslazione laterale delle vertebre, compresa la derotazione, il Prof. Torrusio ha presentato al recente Congresso Nazionale della SIOT (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia) tenutosi a Roma dal 12 al 16 Ottobre u.s., con i quali si possono ottenere risultati molto migliori rispetto alle tecniche tradizionali. La relazione è stata presentata anche a nome dei collaboratori, dottori in Scienze Motorie, Paola Chiodi, Andrea Cantelmi, Luca Perez, Salvatore Procopio e dell’ “Esperta” Pirkko Mäntysalo, con i quali viene svolta la sperimentazione e degl’Ingegneri Andrea Quagliozzi e Francesco Tropea del Dipartimento di Meccanica dell’Università della Calabria, che hanno progettato e applicato alle macchine strumenti di misurazione delle forze di trazione impresse alla colonna vertebrale e messo a punto un “Software” di monitoraggio dell’intera procedura.
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