L'emigrazione, è stato un fenomeno dramatico
che ha fatto disperdere e disperare intere famiglie,
intere paese.
Questa istoria nasce dal incontro fortuito con Angela,
che mette in risalto il riavvicinamento avvenuto
propio nel momento dell'addio, dopo un periodo d'incomprensione causato dalla erronea interpretazione
di mando, a lei ignoro, non voluta e non cercata;
parimenti a tanti altri giovani, come lei. Sua
partenza aveva lasciato un vuoto a la famiglia, a la
gente del paese, ma anche a chi, in quello periodo,
là, l' era stato vicino. Avendo provato, un grande
dolore al lasciare il suo minúsculo mondo: "Dalle
piccole cose, a tutto quanto di bello aveva in mente
di realizzare"...
Ma è certo però, che i luoghi dell'infanzia e
dell'adolescenza, resteranno per sempre radicati nel
suo cuore, come un faro nella sua esistenza, in
qualsiasi luogo del pianeta dove lei si trova.
Aveva preso, l'ispirazione di racontarne suo "segreto"
di gioventù, dopo una corta visita al paese d'origine
a Gasperina, in provincia di Catanzaro, Regione
Calabria.
Diceva, che mentre ascoltava da due anziani del paese,
marito e moglie, che erano rientrate da poco tempo,
dall'America, dopo un lungo periodo d'emigrazione, per
passare gli ultimi anni della loro vita, al paese
nato; parlavano, a sotto voce, in dialetto, e che
quando non riendavanno una parola, si aiutavano con la
lingua apresa nel continente americano.
E continua raccontando pure, che mentre guardamano i
giovani innamorati passeggiare su i vicolli del paese,
si sono ricordati della loro passata stagione d'amore,
quando loro erano ancora giovani, e pieni di vita.
Con tristezza mi faceva far intendere che la loro
stagione, c'è stata propia bella, ma è passata in
fretta, inesorabile, come passa, la vita.
Infine, per lei è stata un'occasione di rivincita e di
sucesso, in paese lontane, a terre d'altronde mare,
dove tavolta era una situazione critica, anché solo il
semplice comunicarse con le persone, che ti stavano
vicino là.
Parole ricordate d'una mimosa donna calabresa, oggi
nonna e mamma, che non capiva il triste significado della parola emigrazione, anché se in quello periodo,
vedeva tanti amici suoi andersene dal paese verso terre più lontane, cercando l'avventura come rivincita
alla loro povertà, miserie, desolazione, fede, in una
terra straniera verso il pane, la fonte lampeggiante
del lavoro, ad un arcovaleno con i colori dell'amore
e la pace futura, dopo d'una infanzia rubata. Da
ragazzina solo, ha portato carenze, bisogne, tristeza
e privazione.
Teresa a sei anni emigra a Córdoba, nella Reppublica
d'Argentina, a braccare un mondo con avvenire, per
poter sviluppare un' identità degna di riconoscimento.
E così, ricordavaci loro primi giorni di scuola
elementale, non conosceva la lingua, e mentre gli
altri ragazzini parlavanno, lei rispondeva in dialetto
calabrese; che a loro faceva " morire di riso "..., in
un ambiente straniero difficile, ostile e ingrato.
Ma a mancanza del idioma spagnuolo, bene venianno i
disegni, abbazzi, fatti nella pagina del cuaderno,
mentre la maestra ripeteva scrivere sotto suoi
dettati.
Un giorno, la maestra chiede a sua compagna di banco,
che le prestase suoe matite di colore; trovandosi
incoraggiata disegno, ad un personaggio nuovo per lei: " Il giornalero ".
La maestra prende a Angela, suo cuaderno e fa
accompagnarsene fino la gestione della scuola. La
diretrice dopo un gentile apprezzamento, realiza una
passeggiata per tutta la scuola ad insegnare,
mostrare, il disegno di Angela ad altre maestre, e ai
suoi allievi.
La Signora Angela Fulginiti, disse, che tale fu la
importanza che nel divano del psicologo, ricordava
quel episodio. Perche allora, a partire di quel
momento passa ad essere un perssonaggio, amabile e
riconosciuta da tutti, intra e fuori della scuola.
Aperte le porte d'una società, che fino adesso lì, a
lei, c'era stata diventata troppo difficoltosa;
incomincia a raccogliarsi e adattarsi ad un incipente
vocazione che le ha fatto vivere il esilo, verso il
linguaggio universale che è il disegno, più ancora che
la parola.
Grazie ai disegni lei ha potuto comunicarse, in una
nazione " gloccalizzata " ed avversa.
¿ Perche un giornalero ?..., lei domando al psicologo; " perche il giornale è un interpositore della
comunicazione, è quello che a te portava le notizie ".
Essa, fu la sua concreta risposta.
Angela, oggi loda quel gesto della maestra, la
interpretazione dal psicologo, e la vocazione che a
lei mantengono viva, fa già setanta anni.
In Argentina, sviluppa una carriera maravigliosa, in
libertà, molto stimata dalla gente del paese
addotivo, come pure è tanto apprezzata dall' amata
famiglia italo - americana del nuovo continente.
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