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Negli ultimi anni l’aspetto somatico della Calabria sta cambiando assumendo sempre più un volto multietnico. La popolazione residente in crescita è determinata dall’aumento dei cosiddetti “nuovi italiani”.
Immigrati che vivono e lavorano in Calabria i cui figli, spesso nati nel nostro paese, frequentano le scuole diventando i cittadini di domani. I dati forniti dall’Istat, il primo gennaio 2009, hanno registrato un incremento della popolazione residente, pari al 13,4 percento e di questi il flusso migratorio particolarmente in aumento è quello dei cittadini rumeni.
Nella nostra regione sono oltre 50mila i cittadini stranieri. In Calabria, secondo le stime censite dall’istituto di statistica la città con il più alto numero d’immigrati è Reggio con una popolazione residente di cittadini provenienti da altri paesi di 18.511 persone, seguita da Cosenza dove si registrano 15.031 immigrati nell’intera provincia, poi Catanzaro con quasi 9mila unità, infine Crotone e Vibo dove in ognuna di esse si registrano più di 4000 cittadini trapiantati in Calabria da altri paesi.
Sono numeri che impongono un’attenta riflessione sul cambiamento culturale che si sta registrando negli ultimi anni e che in quelli a venire comporteranno un bisogno sempre maggiore e funzionale d’integrazione.
Ogni immigrato, infatti, porta con sé la propria cultura, pur acquisendo le tradizioni del territorio di adozione.
Viceversa, gli immigrati di seconda generazione, a parte l’aspetto somatico, crescono acquisendo la lingua, con cadenze dialettali, usi e costumi della nostra regione, diventando calabresi a pieno titolo. Una svolta di non poco conto quella che si sta verificando in Calabria, che da terra di emigrati, sta assumendo l’aspetto sempre più cosmopolita di una regione con un’alta concentrazione di cittadini immigrati.
Una cultura dell’accoglienza, ad esempio, non può prescindere dalla conoscenza della lingua del paese ospitante. E’ importante che le istituzioni locali si adoperino per fare in modo che ogni cittadino che entra in Italia, e in Calabria in particolare, venga messo in condizione di conoscere, la nostra lingua, frequentando dei corsi d’insegnamento d’italiano.
Anche la scuola e le aule calabresi, inoltre, acquistano un aspetto sempre più “globalizzato” frutto dell’immigrazione. Basta pensare che la percentuale di bambini che frequentavano le elementari e medie inferiori nel 2008 – sempre secondo le stime fornite dall’Istat - era del 7,7 percento. Secondo un rapporto redatto dall’Osservatorio Immigrazione nel Mezzogiorno si registra una presenza molto massiccia di alunni figli d’immigrati nel Sud. Inoltre, la Calabria è fra le regioni dove è più alto il numero di studenti figli di cittadini provenienti da altri paesi, le stime parlano dell’1,8percento.
Tra questi piccoli, che saranno gli adulti calabresi di domani, tanti sono asiatici, in particolare cinesi e rumeni ma anche magrebini, che contribuiranno a fare della nostra regione una terra sempre più multietnica.
di Angela Mendicino
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