La Calabria può riuscire a vincere le sfide del futuro se riesce a riappropriarsi del patrimonio linguistico che le appartiene. Una regione che, culla di diverse tradizioni quella grecanica, occitana e arbereshe, legate con la storia dell’Italia e dell’Europa, non può non occuparsi di un patrimonio cultuale che riguarda tutti i popoli.
Per questo motivo la Regione Calabria ha organizzato un convegno nazionale “ Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”, 3 e 4 dicembre, che rappresenta una sorta di bilancio sull’attuazione della Legge costituzionale 482 del’99.
La conferenza di presentazione del progetto è stata illustrata a Catanzaro dall’assessore al Turismo, Damiano Guagliardi, che ha puntato sul vanto per la nostra regione come luogo dove hanno vissuto e ancora convivono minoranze linguistiche importanti.
Ancora. Cosa assai rilevante per la nostra regione, la sinergia tra le diversità culturali e l’investimento turistico. Come ha precisato il dirigente regionale per il settore Turismo, Anastasi, “bisogna valorizzare il patrimonio culturale come promozione turistica e con questo convegno inizia la campagna di comunicazione per il 2010, infatti, la particolarità del turismo calabrese sta proprio nella pluralità delle offerte”.
Il convegno si terrà nel teatro Politeama di Catanzaro, in programma relazioni di studiosi e amministratori provenienti da tutta Italia.
Al meeting hanno aderito la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, diversi enti regionali e provinciali e comuni interessati a questo evento che, il dirigente regionale, Mimmo Schiavo, ha salutato come “una sinergia fra patrimonio materiale e immateriale”.