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Speciale Col - Gli Articoli dei COLlaboratori
Accademia di Lettere di Meringà: una realtà
X ANNO 07.09.1997 – 07.09.2006.
Aninha Caligiuri
ANINHA CALIGIURI, membro e fundadora da Academia de Letras de Maringá - Paraná - Brasile. E representante no Brasil de Calabria Mondo - Associazione Culturale Calabresi nel Mondo.
Felice d’essere affratellata com Voi Tutti, in questo cammino ho incontrato la bellezza dell’Eternità.
Anche perchè come disse, Yeghishè Tcharenz (1897-1937), grande poeta Armeno, negli ultimi giorni prima della sua dipartita terrena: “IL Cittadino è di Oggi, il Poeta è di Sempre.
Puoi uccidere il Cittadino, ma mai il Poeta... Uccidi il Cittadino, se la sua presenza è pregiudizievole; il Poeta se egli è realmente, per la quantità pregiudizievole, che pensa agli interessi del presente è utile per l’eternità.
L’ Accademia di Lettere di Maringà- ALM... un sogno che rientra nella sua realtà, giunta in quel chiaro giorno di Settembre (Settembre, ottobre, novembre del 1997), per sfrondare le sue sfumature, aggregando gli scrittori Maringanesi nel Paradiso Letterario:
Próprio cosi, un Paradiso Letterario che, dall’intrinseco di una oscurità, già prende i suoi contorni nel mondo della Forma.
Affliggici nel dolore profondo e silenzioso della tua morte solitaria, una prigione; I tuoi cantici, carichi di fierezza e di dispute, proclamarono il luminoso evolversi della nostra arte; infiammati per i tuoi canti, migliaia si mischiarono nella competizione... storia del tempo che ho di vivere, imparz giudizio del cuore è l’incerto futuro delle generazioni e della nostra poesia”.
Cosi ha esaltato Vagarshok (1903-1937), nato a Shenik, sobborgo di Sasun (Armênia occidentale) la figura di Tcharenz nel poema della sua autrice: “La morte del grande Poeta”.
Per tale motivo stiamo facendo un legame sulla poética del grande poeta Armeno, con l ’Accademia di Lettere di Maringá, che nascerà per causarci uma nostra elevazione perchè nel punto luminoso, ha inizio la proiezione della Nostra Accademia di Lettere di Maringá – ALM, rivivendo in quest’oggi che nella nostra città, all'umanità si presenta la primavera, l’effervescenza dell’anima creatrice, nel gigantesco sforzo della rinascita, vibra nella nostra comunità il gênio che umanizza.
Già siamo carichi per la nuova rotta che I’Accademia di Lettere di Maringá combina, sentiamo che, come in lago tranqüilo, l'indizio del riposo delle noste teste, e vibreremo con il refrigério emaneranno le acque tranquille del medesimo lago.
E in questa congiunzione di mentalità che captiamo, dal mondo Próprio della Poesia, traendo dalla realtà, la bellezza e lo ssplendore dalle Mani del Grande Padre – Dio, che permette questa fusione, anche intrallacciato, sta già tutta la nostra creatività che, dalle nostre mani di scrittori maringanesi, scorriamo unendoci alle anime dei dissodatori del ammino, che è stato il grande poeta armeno, ardimentoso per la letteratura.
 
COMMENTO: Professor Raffaele Serafino Caligiuri (Cidade de Cotronei- Italia).
Altisonante e piena di una carica emotiva è questa ricorrenza decennale dell’ALM, che la poetessa Aninha Caligiuri ha voluto ricordare attraverso questo breve panegírico, nel quale traspare tutta la sua dedizine per questo sodalizio cresciuto ad opera della comunione incondizionata di tutti i poeti e scrittori di Maringá, che ormai da più tempo è diventata crocevia del rinnovamento letterario, ma anche fucina di adepti della IV dimenzione, mistici cultori di un’elevazione verso la specularità e verso il fuoco rigeneratore della spiritualità che pervade ogni singolo adepto.
Se il sodalizio si fermasse a questo solo tipo di ascesa spirituale credo che, uma símile comunione di intenti leterari dovrebbe aver dato e darà ottimi frutti, ma se da sodalizio letterario il tutto dovesse scivolaare in una congrega di coloro che sperano di evolversi sufficientemente e con rapidità per stabilizzarsi velocemente in um nuovo stato di ESSERE, molti di essi si approprieranno la qualifica di maestri, ma molti discepoli di una comprensione delle loro compressioni violentate da chi penserà di essere um portatore di luminosità o di scienza.
Viene in questo modo ad essere limitata la capacità di ciascuno di costoro, che non potranno esprimere liberamente, ma seguire um método disciplinare tale che non consennytirà mai agli ultimi di diventare primi, anche se dovesse trasparire in un solo poema o in una sola poesia la própria genialità.
IL modo come ti esprimi, la tua capacità dialettica, le nozioni alle quali fai riferimento, ti pongono su un piedistalo e sei sicuramente diventata un faro a cui quasi tutti devono fare riferimento... ma la liberàa d’espressione... la capacità individuale... la sensibilità e l’approccio verso il mondo della poesia e della fantasia, vengono ad essere sminuite per l’indirizzo che questo tipo di Accademia letteraria si è imposto...quello del superamento della terza dimensione per ascendere alla quarta , e cosi via.
Dai tuoi scritti comunque si nota benissimo che la tua spiritualità è al massimo dei livelli, ma ogni tanto tra le righe si intravede la scuola e l’imposizione teológica che ti guidano, tuo malgrado, perchè sei pur sempre discendente della poesia Greca e latina, di quel mondo fatto di lógica costruttiva, sai sui punti di vista fisici, che in quelli metafisici.
Vedi che gli Atomisti greci erano, prima degli armeni e dello svizzero di origine russa Hermann Minkowski, propagatori della dimensione della luce, e dell’ascesa verso il mondo stellare che identificavano in Apollo e nella NOUS e nello splendore e nello scintillio delle armi di bronzo e nel riverbero accecante di quelle di acciaio e nella misurazione astrale, nonchè nella specularità degli specchi ustori, che Archimede mise in atto per bruciare le navi nemiche.
Già gli ebrei nell’Ecclesiale e nel rapporto com l’Arca dell’Alleanza erano riusciti ad allontanarsi al fuoco di Dio che li avrebbe travolti, se si fossero avvicinati a lui e alla sua voce tuonante, o al sibilo che usciva dal roveto ardente quando Dio ordinò a Mosè di andare a prenderei il suo popolo sofferente in Egitto, e potrei citarti anche l’ultimo ritrovamento di una civiltà pre-egizia e mesopotamica, scoperta recentemente in Germania che aveva come culto stazioni celesti ed esseri che viaggiavano nella luce.
Ho bisogno comunque di parlare com te, perchè la cosa mi affascina non solo dal punto di vista letterario, ma soprattutto teológico.
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