Nei giorni scorsi, nella sala consiliare di palazzo santa Chiara di San Marco Argentano (Cosenza), è stata presentata la kermesse “Natale a San Marco Argentano: tradizioni … e altro ancora”.
Alla manifestazione, moderata dallo scrivente, hanno partecipato, Pinotto Mollo, sindaco della città; Virginia Mariotti, vicesindaco; Tonino Tommaso, assessore al turismo; Viviana Manfredi, presidente Centro Italiano Femminile di San Marco Argentano; il consigliere regionale Giulio Serra; Annamaria Lico, responsabile del settore etnoantropologico della Soprintendenza P.S.A.E. della Calabria; due dirigenti scolastici ed alcuni curatori delle iniziative in calendario.
Annamaria Lico ha riportato l’attenzione sulla necessità della salvaguardia delle tradizioni natalizie che in Calabria rappresentano un unicum di grande rilievo la cui origine è da rintracciarsi nei miti e nei riti agricoli di ascendenza pagana che le antiche popolazioni celebravano in occasione della fine di un ciclo agrario e nelle cerimonie propiziatorie in attesa del nuovo anno. Tutto questo ha lasciato in vita una ricca eredità di simboli e una ritualità particolarissima che rivive nei preparativi per festeggiare il Natale di molti paesi calabresi. Dal rito delle ‘focare’ o ‘focarazzi’ o ‘focere’, (grandiosi falò che illuminavano la notte di Natale e dove la gente s’intratteneva con canti e giochi fino al mattino) alla ‘strina’ (canto in dialetto calabrese eseguito solitamente di sera da gruppi di buontemponi davanti alla case di parenti e amici per augurare ai padroni di casa, in cambio di generose elargizioni di cibo e bevande, una buona sorte e prosperità). La rassegna, lo vogliamo ricordare, consta di attività culturali e ludiche legate alle festività natalizie. Fra le quali citiamo, oltre alle manifestazioni realizzate dalle scuole, La fattura, una commedia teatrale in tre atti di Franco Chimenti; un concerto di musica dedicato al tango e la premiazione del concorso Il presepe più bello.
San Marco Argentano, 17 dicembre 2007
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