Zeus; con le Muse e gli infiniti Dei,
dinanzi a me, percorrono la via
per decantare questi versi miei,
alla mia gente, come vuoi che sia .
Ognore rivedo te Calabria mia,
terra dov'io conobbi, amore e pianto,
ove quel cielo di pace, è canto, è poesia
e della vita, delizioso manto.
Quando l'aprile, t'adorna di colore
Febo, dio del sole, rinnova tuoi tramonti,
di nostalgia, m'empi questo mio cuore
e mi ricordi: valli, mare e monti.
Oppresso amaramente dal destino,
m'aggiro solitario ed errabondo
in cerca d'un rifugio., nel cammino,
che mai governo, diede nel tuo mondo.
Semplice fonte della buona gente,
pure malfamata ed insultata ancora,
rendimi il bene mio che da recente,
il petto mi travaglia, e mi addolora.