A gennaio ci si impegnava nella sagra della maialatura che prevedeva, tra l'altro, la preparazione delle frittule
GENNAIO. Gennaio è quasi tutto dedicato alla sagra della maialatura. Dalla carne del maiale lavorato in vari modi si estraggono prodotti che, conservati, imbandiscono le tavole in vari periodi dell'anno. Così succede con salsicce, soppressate, prosciutti, capicollo, frittule, frisule, cioè gli avanzi, sanguinaccio, pancetta e lardo (quest'ultimo molto usato, specie in tempi antichi, come condimento al posto dell'olio). Piatto tipico di questo periodo è "fagotti ì sazizza", cioè degli involtini di salsiccia nel cavolo.
FEBBRAIO. Il mese di Febbraio, col Carnevale, vede come dolci le chiacchere e i mustazzuoli (fatti in casa con farina e miele); la Domenica è tipico il piatto di riso alla teiella (al tegame), con ragù, salsiccia e uova sode; il Martedì Grasso la pasta fatta in casa al forno, condita con salsiccia e altra roba di maiale, mescolati sugo di carne, formaggio grattugiato e uova sode.
APRILE. A Pasqua un piatto tipico di Celico sono le riunelle, derivate dalla pancia delle pecore: queste ancora oggi vengono servite cotte, con il sugo o in bianco, e aromatizzate; erano, in tempi antichi, il piatto dei poveri.
AGOSTO. In Estate, le donne di Celico da sempre sono dedite alle conserve; melanzane salate, sarde salate con pepe vengono conservate in appositi recipienti detti "tinielli"; i peperoni vengono fatti a bagnomaria. Preparazione particolare poi è quella della sauza, la salsa di pomodoro.
SETTEMBRE. Il 19 settembre, a Celico, è la festa del Patrono S. Nicola: è festa di "panza" e di giochi (il gioco delle pignate); per l'occasione si preparano pasta piena e polpette, e milungiane chijne . Il 29 settembre, festa di S. Michele, anche a Celico viene preparata la cuccìa , a base di grano lessato e roba di maiale; come dolci, in questa occasione, da sempre si preparano le pitte mpigliate , le chjinulille con noci o mandorle, i crustuli.
DICEMBRE. Questi stessi dolci, insieme con turdilli e scalille, li ritroviamo a Natale; tipici prodotti della sera della Vigilia di Natale sono la lagana (lasagna fatta in casa) con i ceci e le pittulidde (frittelle) con la rosamarina. Ma la prima grande festa del mese di dicembre a Celico è quella di San Nicola; Una volta il massaro compiva il primo rito propiziatorio - scaramantico: faceva preparare dalla moglie "i panicielli 'e santa Nicola". Al mattino, all'ora di messa, la donna e le figlie si presentavano in chiesa con ceste colme di panini, le depositavano nei pressi dell'altare e il prete benediceva tutto. I ragazzi stazionavano davanti alla chiesa, aspettando con impazienza l'uscita delle donne, per chiedere a gran voce un panino. Queste, una volta uscite, li distribuivano..