Fin dalle sue origini la ‘ndrangheta presenta una organizzazione fondata prevalentemente
su base territoriale.
Contrariamente a ciò che è avvenuto per gli altri consessi delittuosi, per la ‘ndrangheta –
durante varie operazioni di polizia – sono stati rinvenuti e sequestrati numerosi documenti
che ne delineano la struttura organizzativa e le norme comportamentali, che sono ancora
allo studio degli esperti.
Tuttavia unanimi sono i consensi sul fatto che essa non manifesta una struttura unitaria,
ma un insieme di associazioni indipendenti l’una dall’altra e aventi competenza su una
determinata parte di territorio.
Dette associazioni sono denominate cosche e fibbie o ndrine.
In seno a una tradizione che alcuni studiosi fanno risalire al secolo scorso, la ‘ndrangheta
viene rappresentata allegoricamente da un albero detto “albero della scienza” dove ogni
parte del vegetale corrisponde a una parte dell’organizzazione criminale.
Così al fusto che rappresenta la parte fondamentale dell’albero corrisponderà il capo
cosca o ndrina che è la mente dell’associazione e che impartisce ordini e direttive ai suoi
sottoposti sui quali ha potere di vita e di morte.
Al rifusto corrisponderà il vice-capo a cui sono affidati i compiti primari di collaborare
con il capo e di curare l’amministrazione del patrimonio della società.
Ai rami corrisponderanno gli ‘ndranghetisti ormai con svariati anni di attività alle spalle
che sono anziani del “mestiere” e che si suddividono sulla base dello specifico settore nel
quale operano nelle tre categorie: di sgarro, di sangue, di seta.
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